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05

mag

2014

Economia cittadina: lavoro e cultura

sinistra di governo per economia lavoro e cultura

Scegliere di portare Firenze a sinistra non produrrà solo effetti sociali positivi, ma anche dei positivi risvolti economici. Siamo di sinistra e questo ci porta ad avere maggiore attenzione a chi è escluso dal sistema economico, in particolare chi nonostante la propria esperienza e la propria preparazione è finito fuori dal lavoro o non riesce ad ottenere un lavoro costante e pagato in modo equo e dignitoso. Abbiamo in mente delle priorità molto diverse da chi adesso è al governo locale e nazionale. Non avremmo scelto di partire da 80 euro a chi ha già delle importanti sicurezze, un lavoro a tempo indeterminato o determinato, piuttosto avremmo dato priorità alla stabilità per chi nonostante i propri meriti continua a lavorare con contratti a progetto e a collaborazione o a chiamata e dopo anni di impegno finisce fuori. Questi contratti li chiamano "atipici", quando invece sono la cosa più "tipica" che ha contraddistinto gli ultimi 20 anni, peggiorando le condizioni di lavoro e non lasciando nessun supporto alla persona quando il contratto è scaduto.

Far entrare chi è fuori

Noi vogliamo far entrare chi è fuori, aiutare chi vuole creare per la prima volta impresa o chi vuole tornare con supporto di nuove forze a fare impresa e produrre lavoro sano e "robusto". 

Comune, Enti e Partecipate

E' una priorità garantire che chi lavora per il Comune e per gli enti, attraverso appalti, non si trovi a lavorare in condizione precaria. Chi vince un appalto ha delle garanzie ma anche dei doveri, legati a produrre un buon risultato verificabile e garantire i diritti per i propri lavoratori. Fra i requisiti degli appalti del Comune di Firenze devono rientrare sempre requisiti minimi sui contratti di lavoro, effettivamente controllati anche dopo l'assegnazione dell'appalto. E' necessario vigilare anche sulle partecipate, perché diano lavoro vero.

Creare lavoro

Con la nostra proposta di sportelli unici comunali, non vogliamo solo semplificare l'iter per le start-up, ma vogliamo rendere comprensibile e veloce la burocrazia locale per aprire e ri-aprire le attività e creare un punto di contatto costante fra chi è giovane e chi ha invece una esperienza lavorativa forte da condividere, per  creare aziende fiorentine che costruiscano idee nuove sul terreno fertile dell'esperienza di lavoro e di impresa. Vogliamo creare un ambiente favorevole per la crescita del lavoro, anche diffondendo l'accesso al microcredito e aumentando i canali di credito da parte delle banche vicine al territorio.

Abbiamo davanti a noi un grande albero e una piccola pianta in balia dei venti: chi è adesso al governo, non solo nazionale ma anche a Firenze, cerca di dare un po' di respiro in più all'albero, spera che nasca ancora qualche ramo. Noi partiamo della pianta piccola oltre a aiutare l'albero, vogliamo aiutare la pianta piccola in modo che domani diventi a sua volta un grande albero solido, ricco di frutti. Vogliamo dare sostegno reale all'economia della nostra città. 

La cultura è ovunque: perché non si vive nella città della cultura?

Lo sviluppo della cultura: una immensa risorsa ampiamente sotto-utilizzata. Le iniziative culturali vengono garantite a Firenze da singoli enti e singole iniziative, quando invece vorremmo favorire iniziative di cultura capillari nella città. Vogliamo musei gratuiti per i cittadini residenti e luoghi della cultura fruibili su orari estesi, creando subito più lavoro. Vogliamo che il Comune incentivi dalla piccola iniziativa di quartiere fino all'iniziativa più grande con patrocinio diretto. Vogliamo che i progetti già iniziati, i lavori già fatti per riqualificare le aree abbandonate da utilizzarle come poli della cultura non vengano abbandonati, ma dati in gestione direttamente alle associazioni di artisti come accade in altre città internazionali come Berlino. La cultura è economia, la cultura è arricchimento libertà e lavoro.

 

Vogliamo crescere insieme a tutti voi, e questa possibilità si ha solo portando Firenze a sinistra.

 

Scritto da Andrea Fornari, in collaborazione con Silvia Vallecchi.

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dom

27

apr

2014

Fermare le "pazze idee" di Renzi e Nardella sui parcheggi

una deriva Renziana

Senza ascoltare le necessità dei cittadini, o meglio riprendendo quanto detto dal comitato Oltrarno Futura: <<senza fare alcuna  

indagine su caratteristiche, bisogni e criticità della zona>>, un bel di del 2010 all'interno del piano strutturale Renzi fa inserire il piano del parcheggio interrato in Piazza del Carmine (piazza che in superficie attualmente garantisce 247 posti auto). Si tratta di un progetto per togliere tutti i posti auto in superficie - attualmente gratuiti e riservati ai residenti in Firenze - e di fare un parcheggio da 165+6 posti auto, a pagamento. All'interno di questo progetto, vengono inseriti alcuni elementi da 'vere serpi': la cosa più grave, che tramuta un diritto in un semplice privilegio per ricchi, è che nel progetto vengono aggiunti 36 posti auto in vendita. Dato che non si specifica nulla relativamente alla tipologia di immissione sul mercato, è lecito desumere che si pensasse di venderli a prezzo di mercato (attualmente fra i 12.000 e i 20.000 euro!!). Un'altra cosa molto grave scritta nero su bianco era che veniva ridotta la Zona a Traffico Limitato: Spostamento dell’attuale porta telematica ZTL da Piazza dè Nerli all’imbocco della piazza con Borgo San Frediano. Portare l'entrata della ZTL fino a piazza del Carmine significa ridurre l'area ZTL (300m lineari di Borgo San Frediano) e portare notevole traffico aggiuntivo per l'accesso dei veicoli dei non residenti al parcheggio. L'impostazione del parcheggio del Carmine è chiaramente errata: l'amministrazione non deve ridurre la ZTL per creare un parcheggio comodo per i non residenti togliendo la possibilità di parcheggiare ai residenti

...e le idee di Nardella

Nardella, come potete leggere nel suo documento programmatico, riparte alla carica. Conferma l'idea di pedonalizzare la piazza, dice però di non voler più scavare sotto piazza del Carmine. Al posto dei fatidici 247 posti auto di cui la quasi totalità sono riservati ai residenti (c'è un posto istutuzionale e alcuni posti del Car-Sharing)?
Nardella lancia degli altri luoghi ben lontani in cui costruire parcheggi per residenti (via del PratellinoSorgane, Serpiolle, CastelloNovoli, ex Meccanotessile, Sodo, Settignano, Due Strade, Ponte a Mensola, Lupi di Toscana, piazza Indipendenza, Cure) e lancia in oltrarno due nuovi parcheggi <<pubblici>> (sic.) di pura fantasia: ex-gasometro e ex-Universale.

A me piacerebbe davvero chiedere a Nardella se fa queste sparate tanto per dire (affermazioni "alla Renzi") oppure se davvero non sa fare le somme. Si perdono 245 posti auto e lui propone l'ex-gasometro (capacità massima 50 auto, una più una meno), più l'ex-universale (avete presente quanto è piccolo? 30 auto a scoppiare), in più riservare ai soli residenti piazza del cestello (circa 70 posti auto). A casa mia, fanno circa 150-160 posti auto aggiunti contro 245 posti tolti. Siamo alle solite: il messaggio di Nardella appare in continuità con quello di Renzi "ho da fare le piazze più belle: cari residenti o c'avete i soldi o ve dovete levà". 
Come al solito Nardella, il nostro beneamato avversario, non ascolta nessuno: per questi succosissimi progetti non ha consultato nessun comitato, nessuna associazione e nessuna categoria. Ci opponiamo con forza al solito modo di amministrare "privato" della nostra città (Firenze è mia e me la gestisco io): si può finalmente abbandonare questo modo di amministrare votando Grassi.

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dom

27

apr

2014

E la bici fa il fumo... Firenze e la sicurezza

Come ti fregano la bici a Firenze

A Firenze ci sono troppe inutili telecamere e poca privacy, ma non c'è un vigile o un carabiniere per strada. Quando hanno un'auto, non ne escono: corrono a sirene spiegate verso quanche altro posto che non sai mai qual'è. Le forze dell'ordine non pattugliano, ma qualcun'altro si: chi controlla le biclette. Tutti i Fiorentini lo sanno.

Prova a lasciare la bicicletta incustodita: te la fregano.

Prova a mettere un lucchetto poco resistente: te la fregano.

Prova a allucchettare solo la ruota davanti: ti sfilano la bici, te la fregano, ti lasciano la ruota davanti con relativa catena (la beffa).

Prova a mettere la bici incatenata a un paletto: ti alzano la bici, te la fregano.

Prova a lasciare per troppo tempo la bici ferma nello stesso posto: o te la danneggiano, o te la fregano.
Nelle immagini vedete cosa rimane della mia mountan bike: hanno spaccato con calma il lucchetto finché non ha ceduto, e mi hanno fregato la bicicletta. Non è neanche la prima volta, dato che due anni fa me l'hanno rubata alla vigilia di natale...

Quel che resta della bici: il lucchetto
Quel che resta della bici
Lucchetto spaccato
Lucchetto spaccato

Tutta questa perfetta efficenza nel rubare la biciclette non lo potrebbero ottenere se non avessero qualcuno che osserva, controlla, segnala. Le strade sono pattugliate  ma da piccoli e grandi fuorilegge.
Passando a fatti più gravi: recentemente ci sono stati dei gravi casi di criminali che hanno distrutto o dato fuoco a chioschi che vendono panini bibite o lampredotto: per me è segno che troppo spesso a Firenze malfattori e piccola criminalità hanno campo libero. 

Le proposte razzistoidi di destra e PD

La destra e buona parte del PD sbagliano del tutto quando descrivono una Firenze "pericolosa", una città che "non ci si sente di uscire da soli", una città piena di "gentaccia" e di "degrado". Questi partiti richiamano una sicurezza che alla fine finisce sempre con lo sfociare nel becero razzismo, coi controlli ai Rom e agli Extracomunitari. La loro lotta al degrado finisce sempre per non servire a nulla, se non a avvelenare il clima. La nostra città non è una città pericolosa e prendersa con intere popolazioni o gruppi etnici è un atteggiamento grave e anche inutile.

Una città più protetta e l'uso sbagliato della forza

Se le forze dell'ordine a Firenze dovessero fare principalmente lavoro d'ufficio, gli agenti potrebbero andare a lavorare alle Poste...

Vorrei collaborare per avere degli agenti (in particolare di Municipale e Carabinieri) che vengano preparati meglio a affrontare le emergenze e sappiano dosare l'uso della forza, che siamo gentili e disponibili con tutti i cittadini, comunitari e non, e che siano effettivamente nelle nostre strade.

L'aspetto dell'uso della forza è fondamentale. Non si può accettare che agenti per un uso barbaro e errato della forza uccidano le persone: l'abbiamo visto troppe volte e l'abbiamo visto accadere anche a Firenze, l'ultimo caso la morte di Magherini.

 Per avere una città più protetta ci vogliono in sintesi meno telecamere "di sicurezza" e più agenti per strada, che vanno ri-preparati per essere in grado di fare un lavoro che aiuti il cittadino e non sia contro di esso.

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