Andrea Fornari

GenovaXNoi

La manifestazione contro i "grandi" del mondo

Sono fra chi ci ha sostenuto l'idea che un Forum Sociale, una esperienza collettiva che analizzasse i problemi e le criticità dei 5 continenti, si potesse opporre davanti all'opinione pubblica a una ristretta oligarchia, fonte di inuguaglianza e ingiustizia. Una oligarchia fatta dagli incontri fra i capi di stato delle più grandi potenze industriali e dagli accordi del WTO, una nuova versione di organizzazione mondiale del commercio (organismo non eletto) che prende decisioni e impone limitazioni a tutti gli stati del modo sui più svariati temi, condizionando la vita di tutti. L'opposizione a questa deriva di ingiustizia è stato il Genoa Social Forum e la manifestazione No-G8 di Genova.

Carlo Giuliani e il corteo

Sono andato a Genova il 21 Luglio del 2001, insieme a Arci e Studenti di Sinistra. La tensione era fortissima: il 20 Luglio, al culmine di forti scontri (orchestrati ad arte da chi ha organizzato il dispiegamento di polizia carabinieri e finanzeri) in Piazza Alimonda era stato ucciso con colpi di pistola alla testa un ragazzo armato di un estintore: Carlo Giuliani. Purtroppo, dopo aver fatto un ampio pezzo del percorso della manifestazione, ad una curva la polizia ha spezzato in due il corteo, costringendo tutti quelli che erano dietro il punto di spezzamento a indietreggiare velocemente. A quel punto non siamo più riusciti a proseguire il corteo, sfilare nelle strade del centro come previsto, e mentre stavamo indietreggiando sono spuntati dalle strade laterali ragazzi vestiti di nero che tentavano di infilarsi nel corteo: alcuni armati di tubi di ferro altri con caschi in testa o in mano, che sfuggivano da polizia e carabinieri. Siamo stati caricati e sottoposti a lancio di lacrimigeni dall'alto. Eravamo un blocco di decine di migliaia di persone ed abbiamo rischiato di schiacciarci gli uni sugli altri, solo una forte dose di sopportazione ci ha permesso di defluire gradualmente senza ulteriori incidenti.

Violenza Inaudita

 Durante i giorni del G8 c'è stata la violenza di alcuni gruppi di manifestanti, i ragazzi vestiti di nero del Black Block che hanno agito in modo sconsiderato distruggendo automobili utilitarie, dando fuoco a tutto ciò che trovavano che potesse tornare loro utile e sfondando le vetrine di piccoli negozi. Il Black Block se ne frega degli altri manifestanti e non vuole essere "spezzato", alcuni hanno provato a avvicinarsi e ne hanno ricavato solo botte e spinte: sicuramente noi non eravamo in alcun modo coordinati con questi energumeni. Alla fine dei giorni del G8 si è scatenata la violenza incontenibile ingiustibicabile e dittatoriale della Polizia Italiana, contro i manifestanti nonviolenti. La furbata delle istituzioni è stata fare credere che la Polizia ha agito per attaccare i Black Block. La bugia ha avuto le gambe corte quando le immagini della scuola Diaz hanno cominciato a diffondersi, perché chiarivano che i Poliziotti avevano picchiato e ridotto in fin di vita persone inermi che stavano dormendo e i Black Block non c'erano. La violenze dello Stato contro i propri cittadini è continuata nella caserma di Bolzaneto. Fortunatamente i ragazzi che hanno subito violenza a Bolzaneto e alla Diaz dopo 15 anni hanno ottenuto parzialmente giustizia, mentre il ragazzo Carlo Giuliani purtroppo non l'ha avuta.

Il giorno dopo

Quando alla fine siamo riusciti a uscire dalla situazione di difficoltà in cui eravamo, in molti abbiamo capito che quel tipo di manifestazione di dissenso sociale restava la strada giusta da percorrere. Da lì a poco abbiamo aderito a dei nuovi gruppi: i Social Forum locali.

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