Andrea Fornari

Assemblea Autoconvocata e NoCioni

Durante la mia attività col Social Forum, insieme al giornalista Cristiano Lucchi mi sono recato in un campo nomadi di Firenze, per vedere come vivevano e per parlare con un rappresentante della cultura Rom e Sinti.
Molto interessante sul tema il documento postato da Peacelink:  http://www.peacelink.it/ac/docs/2709.pdf

Ho visto che mentre alcune particolarità culturali non del tutto condivisibili sono reali (come il ruolo dell'uomo nella loro comunità) tutti gli altri stereotipi sui Rom sono una mistificazione, frutto di razzismo e disinformazione. I Rom sono cittadini, sono persone titolari di diritti e doveri.

Arriva lo sceriffo

Nel 2006, quando stavano prendendo sempre più spazio le idee di Graziano Cioni, il super assessore alla Polizia Municipale e alla Sicurezza auto-promossosi "Sceriffo Locale" a tutti gli effetti, il malcontento e il disgusto in me e in quasi tutti i miei conoscenti cresceva... Il Cioni aveva fatto un'ordinanza forte contro i lavavetri, basata su una impostazione fondamentalmente razzista e si era lanciato in dichiarazioni razzistoidi e critiche con la popolazione nomade.

Nel 2007, io e Saverio Tommasi - un attivista Fiorentino e blogger attivissimo (noto anche per il libro "Gesù era Ricco. Contro comunione e liberazione") - abbiamo fatto due azioni non-violente per contestare pubblicamente il Cioni. La prima si è svolta in consiglio comunale, con esposizione di cartelli e lancio di slogan contro una gestione razzista della sicurezza Fiorentina. La seconda bloccando temporaneamente l'accesso di Palazzo Vecchio, invitando i turisti a non entrare nel palazzo, il regno dello sceriffo Cioni. Entrambe le azioni sono terminate con la Polizia Municipale che ci buttava fuori... ovviamente.

Assemblea AutoConvocata

Nell'estate del 2007, dopo l'entrata in vigore il 27 Agosto dell' "ordinanza lavavetri", molti singoli associazioni e organizzazioni Fiorentine si sono sentite indignate ed hanno deciso di convocare un'assemblea, senza alcun input da parte dei partiti, per chiarire il proprio disaccordo con la gestione "poliziesca e sceriffesca" della sicurezza e del decoro pubblico a Firenze. Il proposito dell'assemblea era di instaurare un rapporto diverso con le persone di altre culture che vivono in Firenze, che hanno gli stessi doveri a cui sottostare ma anche il diritto a vivere con un minimo di dignità senza essere attaccati.

Sono state fatte proposte, proteste contro il pacchetto sicurezza e atti simbolici, tutti per chiarire che siamo ancora una città di accoglienza, ovviamente possiamo accogliere solo con regole che permettono la convivenza civile, ma siamo una città inclusiva anche in tempo di crisi sociale ed economica. Potete trovare materiali su peaceLink: http://www.peacelink.it/ac/i/3039.html

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