Economia cittadina: lavoro e cultura

sinistra di governo per economia lavoro e cultura

Scegliere di portare Firenze a sinistra non produrrà solo effetti sociali positivi, ma anche dei positivi risvolti economici. Siamo di sinistra e questo ci porta ad avere maggiore attenzione a chi è escluso dal sistema economico, in particolare chi nonostante la propria esperienza e la propria preparazione è finito fuori dal lavoro o non riesce ad ottenere un lavoro costante e pagato in modo equo e dignitoso. Abbiamo in mente delle priorità molto diverse da chi adesso è al governo locale e nazionale. Non avremmo scelto di partire da 80 euro a chi ha già delle importanti sicurezze, un lavoro a tempo indeterminato o determinato, piuttosto avremmo dato priorità alla stabilità per chi nonostante i propri meriti continua a lavorare con contratti a progetto e a collaborazione o a chiamata e dopo anni di impegno finisce fuori. Questi contratti li chiamano "atipici", quando invece sono la cosa più "tipica" che ha contraddistinto gli ultimi 20 anni, peggiorando le condizioni di lavoro e non lasciando nessun supporto alla persona quando il contratto è scaduto.

Far entrare chi è fuori

Noi vogliamo far entrare chi è fuori, aiutare chi vuole creare per la prima volta impresa o chi vuole tornare con supporto di nuove forze a fare impresa e produrre lavoro sano e "robusto". 

Comune, Enti e Partecipate

E' una priorità garantire che chi lavora per il Comune e per gli enti, attraverso appalti, non si trovi a lavorare in condizione precaria. Chi vince un appalto ha delle garanzie ma anche dei doveri, legati a produrre un buon risultato verificabile e garantire i diritti per i propri lavoratori. Fra i requisiti degli appalti del Comune di Firenze devono rientrare sempre requisiti minimi sui contratti di lavoro, effettivamente controllati anche dopo l'assegnazione dell'appalto. E' necessario vigilare anche sulle partecipate, perché diano lavoro vero.

Creare lavoro

Con la nostra proposta di sportelli unici comunali, non vogliamo solo semplificare l'iter per le start-up, ma vogliamo rendere comprensibile e veloce la burocrazia locale per aprire e ri-aprire le attività e creare un punto di contatto costante fra chi è giovane e chi ha invece una esperienza lavorativa forte da condividere, per  creare aziende fiorentine che costruiscano idee nuove sul terreno fertile dell'esperienza di lavoro e di impresa. Vogliamo creare un ambiente favorevole per la crescita del lavoro, anche diffondendo l'accesso al microcredito e aumentando i canali di credito da parte delle banche vicine al territorio.

Abbiamo davanti a noi un grande albero e una piccola pianta in balia dei venti: chi è adesso al governo, non solo nazionale ma anche a Firenze, cerca di dare un po' di respiro in più all'albero, spera che nasca ancora qualche ramo. Noi partiamo della pianta piccola oltre a aiutare l'albero, vogliamo aiutare la pianta piccola in modo che domani diventi a sua volta un grande albero solido, ricco di frutti. Vogliamo dare sostegno reale all'economia della nostra città. 

La cultura è ovunque: perché non si vive nella città della cultura?

Lo sviluppo della cultura: una immensa risorsa ampiamente sotto-utilizzata. Le iniziative culturali vengono garantite a Firenze da singoli enti e singole iniziative, quando invece vorremmo favorire iniziative di cultura capillari nella città. Vogliamo musei gratuiti per i cittadini residenti e luoghi della cultura fruibili su orari estesi, creando subito più lavoro. Vogliamo che il Comune incentivi dalla piccola iniziativa di quartiere fino all'iniziativa più grande con patrocinio diretto. Vogliamo che i progetti già iniziati, i lavori già fatti per riqualificare le aree abbandonate da utilizzarle come poli della cultura non vengano abbandonati, ma dati in gestione direttamente alle associazioni di artisti come accade in altre città internazionali come Berlino. La cultura è economia, la cultura è arricchimento libertà e lavoro.

 

Vogliamo crescere insieme a tutti voi, e questa possibilità si ha solo portando Firenze a sinistra.

 

Scritto da Andrea Fornari, in collaborazione con Silvia Vallecchi.

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